Presentazione segnalazioni non in forma anonima

Considerato che, solo ad avvenuto completamento della procedura di adesione alla piattaforma di gestione whistleblowing, si è rilevato che, tra le informazioni preliminari fornite al segnalante, risulta la seguente:
“Vuoi dire chi sei ? Non è necessario che tu fornisca i tuoi dati identificativi per poter processare la segnalazione”*
con la presente si chiede se sia possibile non rendere visibile tale informazione per le finalità di utilizzo da parte di questa Amministrazione, la quale intende, al momento, non accogliere le segnalazioni inviate in forma anonima, per evitarne un uso improprio o indiscriminato da parte di soggetti esterni.
Grazie

Buongiorno,
non è possibile attraverso il nostro progetto, per una scelta precisa delle due associazioni responsabili dello stesso.
Crediamo fortemente che non abbia senso, in base alla legge e alle migliori pratiche, non accogliere le segnalazioni anonime. Anche la Direttiva Europea sul whistleblowing recentemente approvata procede nell’ottica di accettare le segnalazioni anonime.
Da una parte la legge non regolamenta in alcun modo l’anonimato e, di fatto, non ne impedisce la raccolta, dall’altra una segnalazione perfettamente identica fatta in modo confidenziale o anonimo non pone l’ente in situazioni differenti per quanto riguarda le attività di accertamento. Se mai, il responsabile per la prevenzione della corruzione è in una situazione ancora più “comoda”, in quanto non ha, ad oggi, l’onere di svolgere un accertamento con le cautele dovute alla protezione del segnalante ma è libero da restrizioni di questo tipo, almeno dal punto di vista formale.
Quindi il RPCT procede all’accertamento della segnalazione solamente perchè è nell’interesse dell’ente farlo, senza obblighi nei confronti del segnalante.
La piattaforma informatica serve proprio per ovviare alle debolezze delle segnalazioni anonime, cioè il fatto che siano fatte in maniera poco chiara o incompleta. Il questionario, insieme alla possibilità di dialogare in modo anche anonimo con il segnalante, permettono di ricevere segnalazioni più qualificate e di richiedere chiarimenti o approfondimenti quando la segnalazione originaria non è sufficientemente dettagliata o circostanziata.
I numeri di segnalazioni ricevute ad oggi dalla stragrande maggioranza delle PA italiane (prossime allo zero) dimostra come una certa apertura sia auspicabile, per poter finalmente incentivare l’utilizzo dello strumento.
La temuta da alcuni pioggia di segnalazioni anonime diffamatorie non avverrà, possiamo garantirlo.
Qualora fossero necessari ulteriori approfondimenti o chiarimenti non esiti a chiedere.